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Dove destinare il proprio Tfr: 

3 possibili scelte, con relativi pro e contro



Con il D.P.C.M. del 20 febbraio 2015, n. 29 ,recante le norme attuative delle disposizioni in materia di liquidazione del T.F.R., si era previsto dal 1 marzo la possibilità per i dipendenti del settore privato, con almeno 6 mesi di anzianità, di poter chiedere al datore di lavoro il proprio Tfr sotto forma di Qu.I.R. (vedi nostro articolo sul T.F.R. in busta paga da marzo 2015).In realtà si dovranno attendere i primi giorni di aprile, poiché  mancano in tal modo le istruzioni operative da parte del governo. Successivamente bisognerà aspettare comunicazioni dall’Inps e dal ministero del Lavoro. Forse questo non è un male, vista la possibilità di poter raccogliere maggiori informazioni al riguardo e poter così riflettere sulla destinazione da attribuire al proprio Tfr.  Difatti, è necessario effettuare una scelta oculata poiché la stessa sarà immutabile fino al 30 giugno 2018.

(Clicca qui per leggere l'articolo)


VARIE_JOBSACT


Veniamo a discutere, oggi, di quello che è probabilmente il fulcro principale del Jobs Act, il quale ha introdotto sostanziali modifiche alla disciplina relativa ai licenziamenti. In particolar modo il decreto, per i nuovi assunti, prevede una disciplina differenziata sulla base delle diverse fattispecie.



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